Gesù a Maria Valtorta sui Consacrati

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QUADERNI DEL 1943 CAPITOLO 27


   Dopo la Comunione. Dice Gesù: 14 giugno 1943

«Prima ascolta quello che ti dico e poi, per ubbidienza al Padre1, copierai la lezione sui consacrati. Sai perché, Maria, ti sono illuminate cose che sono proprio riservate solo a te? Perché tu non ti sei accontentata di seguire Gesù fino al Cenacolo, ma sei entrata dietro al tuo Sposo di dolore, anche nella camera della tortura. Ci vuole molta generosità, molta carità, molta fedeltà per fare questo, ed Io so premiare questi tre molti.    Quando fui arrestato, apostoli e discepoli, che avevano saputo seguirmi giurandomi fedeltà fino alla frazione del pane, fuggirono. Soltanto due mi seguirono. Giovanni l’amoroso e Pietro l’impulsivo. Però Pietro, come tutti gli impulsivi, franse il suo impeto davanti al primo scoglio della difficoltà e della paura e si fermò alla porta. Giovanni, il tutto amore, sfidò tutto e tutti ed entrò.    Vi fu più coraggio in Giovanni in quell’attimo, che in tutto il resto della sua vita. Dopo, durante il lungo apostolato, era corroborato dallo Spirito Santo e aiutato, nei primi anni, dalla Madre mia, Maestra di fortezza e di apostolato. Inoltre era stato avvalorato nella fede dalla mia Resurrezione2, dai primi miracoli dal vedere sempre più propagarsi la mia dottrina.    Ma quella notte era solo. Aveva contro a sé una folla imbestialita, Satana soffiava i suoi dubbi per trascinare gli altri, specie i fedeli, nel dubbio che è il primo passo della negazione. Aveva contro la pavidità della sua carne che sentiva il pericolo del Maestro, e che sentiva traboccare lo stesso pericolo sui suoi seguaci.    Ma Giovanni, amore e purezza, restò ed entrò dietro al suo Maestro, al suo Sposo, al suo Re. Re di dolore, Sposo di dolore, Maestro di dolore.    Finché un’anima non accetta di essere ammessa nel “segreto del dolore” che Io, il Cristo, ho gustato fino in fondo, non può pretendere di conoscere a fondo la mia dottrina, né di avere lumi che escano dai piccoli lumi concessi a tutti.    Io sprigiono dalla mia Fronte incoronata di spine, dalle mie mani trafitte, dai miei piedi forati, dal mio petto squarciato, raggi di luce speciale. Ma questi vanno a coloro che si affissano sulle mie Piaghe e sul mio dolore e trovano dolore e piaghe più belli di ogni altra creata cosa.     La stigmatizzazione3 non è sempre cruenta. Ma ogni anima, innamorata di Me al punto di seguirmi nella tortura e nella morte che è vita, porta le mie stigmate nel suo cuore, nella sua mente. I miei raggi sono armi che feriscono e luci che illuminano. Sono grazia che entra e vivifica4, sono grazia che istruisce ed eleva.    Do per mia benignità a tutti, ma do infinitamente a chi si dà a Me totalmente. E credi che in verità se le opere dei giusti sono scritte nel gran Libro che sarà aperto l’estremo giorno, le opere dei miei amorosi fino all’olocausto, le opere delle vittime volontarie, a somiglianza mia, per la redenzione dei fratelli, sono scritte nel mio Cuore, né mai, nei secoli dei secoli, saranno cancellate.    Che poi tu non possa spiegare come avviene il fenomeno di vedere certe speciali cose, riservate a te sola, bene illuminate, è naturale. Non provare neanche a spiegare. Diresti molte parole e non diresti nulla. Sono cose che si accettano e non si spiegano, neppure a se stessi. Si accettano con semplicità di bimbo, con semplicità di colomba.    Si dà al prossimo quello che il buon Gesù dice di donare e si tiene per sé il resto come margherite preziose chiuse nel cuore, cercando di meritarne molte altre con una vita tutta immersa nella carità, nella fedeltà, nella generosità, nella purezza.»

Udita il giorno 10 giugno e copiata oggi 145. 

   Dice Gesù:    «Prega, offri e soffri molto per i miei sacerdoti. Molto sale è divenuto insipido e le anime ne soffrono perdendo il sapore di Me e della mia Dottrina.    È qualche tempo che ti dico questo, ma tu non vuoi sentire questo. E non vuoi scrivere questo. Te ne ritrai. Capisco il perché. Ma altri prima di te ne hanno parlato, per mia ispirazione, ed erano dei santi. È inutile volersi chiudere occhi e orecchi per non vedere e non udire. La verità grida anche col silenzio. Grida coi fatti che sono la più forte delle parole.    Perché non ripeti più la preghiera di M. Maddalena de’ Pazzi? Un tempo la dicevi sempre. Perché non offri parte delle tue sofferenze quotidiane per tutto il Sacerdozio? Preghi e soffri per il mio Vicario. Va bene. Preghi e soffri per qualche consacrato o consacrata che ti si raccomandano o per i quali hai speciali doveri di riconoscenza. Va bene. Ma non basta. E per gli altri che fai? Hai messo una intenzione di sofferenza per il clero al mercoledì. Non basta. Occorre che tutti i giorni tu preghi per i miei sacerdoti e che tu offra parte delle tue sofferenze per questo. Non stancarti mai di pregare per loro che sono i maggiori responsabili della vita spirituale dei cattolici.    Se un laico basta faccia per dieci per non scandalizzare, i miei sacerdoti devono fare per cento, per mille. Dovrebbero essere simili al loro Maestro in purezza, carità, distacco dalle cose del mondo, umiltà, generosità. Invece lo stesso rilassamento di vita cristiana che è nei laici, è nei miei sacerdoti e in genere in tutte le persone consacrate da voti speciali. Ma di queste ne parlerò poi6.    Ora parlo dei sacerdoti, di coloro che hanno l’onore sublime di perpetuare dall’altare il mio Sacrificio, di toccare Me, di ripetere il mio Vangelo.    Dovrebbero essere fiamme. Invece sono fumo. Fanno stancamente quello che devono fare. Non si amano tra di loro e non amano voi come pastori che devono essere pronti a dare tutti se stessi, anche sino al sacrificio della vita, per le loro pecorelle. Vengono al mio altare con il cuore colmo di sollecitudini della terra.    Mi consacrano con la mente altrove e neanche la mia Comunione accende nel loro spirito quella carità che deve essere viva in tutti ma che nei miei sacerdoti deve essere vivissima.    Quando Io penso ai diaconi, ai preti della Chiesa catacombale, e li paragono a questi di ora, sento un’infinita pietà per voi, turbe che rimanete senza o con troppo scarso cibo della mia Parola. Quei diaconi, quei preti avevano contro tutta una società malevola, avevano contro il potere costituito. Quei diaconi, quei preti dovevano espletare il loro ministero tra mille difficoltà; il più incauto movimento li poteva far cadere in mano ai tiranni e condurre a morti di strazio. Eppure, quanta fedeltà, quanto amore, quanta castità, quanto eroismo in loro! Hanno cementato col loro sangue e il loro amore la Chiesa nascente e di ogni loro cuore hanno fatto un altare.    Ora splendono nella celeste Gerusalemme come altrettanti eterni altari sui quali Io, l’Agnello, mi riposo beandomi di loro, i miei intrepidi confessori, i puri che hanno saputo lavare le sozzure del paganesimo che li aveva saturati di sé per anni e anni prima della loro conversione alla Fede, e che spruzzava il suo fango su loro anche dopo la loro conversione, come un oceano di melma contro scogli incrollabili.    Nel mio Sangue si erano detersi ed erano venuti a Me con bianche stole su cui era per ornamento il loro sangue generoso e la loro carità veemente. Non avevano vesti esterne, né segni materiali della loro milizia sacerdotale. Ma erano Sacerdoti nell’animo.    Ora c’è l’esterno della veste, ma il loro cuore non è più mio.    Ho pietà di voi, greggi senza pastori. Per questo trattengo ancora i miei fulmini: perché ho pietà. So che molto di quello che siete proviene perché non siete sorretti.    Troppo pochi i veri sacerdoti che spezzano se stessi per prodigarsi ai loro figli! Mai come adesso è necessario pregare il Padrone della messe, perché mandi veri operai alla sua messe che cade sciupata perché non è sufficiente il numero dei veri instancabili operai, sui quali il mio occhio sì posa con benedizioni ed amore infiniti e grati.    Avessi potuto dire a tutti i miei Sacerdoti: "Venite, servi buoni e fedeli, entrate nel gaudio del vostro Signore!". Prega per il clero secolare e per quello conventuale. Quel giorno che nel mondo non vi fossero più sacerdoti realmente sacerdotali, il mondo finirebbe in un orrore che parola non può descrivere. Sarebbe giunto il momento dell’"abbominio della desolazione". Ma giunto con una violenza così spaventosa, da essere un inferno portato sulla terra.    Prega e di’ di pregare perché tutto il sale non divenga insipido in tutti meno che in Uno, nell’ultimo Martire che ci sarà per l’ultima Messa, perché sino all’estremo giorno la mia Chiesa militante sarà e il Sacrificio verrà compiuto.    Quanti più veri sacerdoti saranno nel mondo quando i tempi saranno compiuti e meno lungo e crudele sarà il tempo dell’Anticristo e le ultime convulsioni della razza umana. Perché “i giusti” di cui parlo quando predìco la fine del mondo, sono i veri sacerdoti, i veri consacrati nei conventi sparsi sulla terra, le anime vittime ignota schiera di martiri che solo il mio occhio conosce mentre il mondo non li vede, e coloro che agiscono con vera purezza di fede. Ma questi ultimi sono, anche a loro stessa insaputa, consacrati a vittime.»

   1 Padre Migliorini.

   2 Resurrezione è nostra correzione da Resurrezzione 

  3 stigmatizzazione è nostra correzione da stigmatizazzione

   4 vivifica è nostra correzione da vivivifica 

   5 Vedi la nota 6 di pag. 21.

   6 Nel dettato del 15 giugno, pag. 114

FONTE SITO

 
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MESSAGGIO DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO ALLA SUA AMATA FIGLIA LUZ DE MARIA 12 APRILE 2022 Amato Popolo Mio: VOI SIETE MIEI FIGLI E PER CIASCUNO DI VOI MI SONO SACRIFICATO SULLA MIA CROCE, SULLA QUALE HO SANCITO IL MIO AMORE PER LA SALVEZZA DELL’UMANITÀ. Io desidero che tutti si salvino (1 Tim 2,4), che tutti si convertano e che si alimentino del Banchetto alla Mia Tavola. Ancora una volta vengo, come Mendicante d’Amore, a bussare alla porta del cuore e della coscienza di ciascuno di voi. Desidero che Mi apriate la porta, ma so che non tutti lo faranno, quindi vi do la Mia Benedizione in anticipo e spero, con il Cuore in Mano, che ritorniate a Me e che smettiate di vivere delle cose mondane. Quanti dei Miei figli Mi dicono che non sono del mondo, ma vivono degli insegnamenti mondani, amano la comodità e sono incapaci di vincere una voglia! Trovo molti dei Miei figli che Mi dicono: “Signore, Tu sai che io non sono mondano”, però vivono del mondo, delle apparenze, dell’essere bene accolti in ogni cerchia sociale, vivono di superbia e disprezzano quelli che non sono uguali a loro. Queste attitudini vi fanno essere del mondo, vi fanno vivere del “cosa diranno e come mi guarderanno”. Dovete cambiate, ADESSO! Perché il mondo e la carne non vi porteranno nessun beneficio. LA FEDE NELLA MIA PAROLA È VENUTA TALMENTE MENO, che alcuninon la nominano per non compromettersi. RITENGONO CHE LA SACRA SCRITTURA SIA UNO DEI TANTI LIBRI PASSATI DI MODA e pertanto credono che debba essere riformato. GUAI A COLUI O A COLORO CHE DISTORCERANNO LA SACRA SCRITTURA, MEGLIO SAREBBE STATO SE NON FOSSERO MAI NATI! I Comandamenti sono Dieci (Es 20,1-17) e non li potete alterare, né ignorare. Questa È La Legge e non esiste legge al di sopra di essa, non la potete alterare, né cancellare, né cambiare. QUANTO MI AVETE DIMENTICATO!! I Comandamenti non sono soggetti a ideologie, né agli esseri umani, né alle circostanze: SONO DIECI E SONO SCRITTI. SIA ANATEMA COLUI CHE LI TRASFORMI. La progressione in atto, sta portando al rifiuto di obbedire alla Mia Parola da parte di alcuni dei Miei Consacrati e sta avvicinando la Mia Chiesa allo Scisma. Amato Popolo Mio, Preparatevi! Ce ne sono molti di quelli che si definiscono figli Miei e sono contro di Me… Ce ne sono molti che intendono omettere la Mia Parola, i Comandamenti e i Sacramenti, per portare alla luce una nuova religione, che comporterà una totale sfrenatezza e la rinuncia a Me e a Mia Madre… Il Credo verrà negato e il Padre Nostro sarà trasformato. ATTENTO POPOLO MIO, QUESTO NON È DA ME! Vogliono ingannarvi e avvicinarvi al male, all’anticristo, a poco a poco, cosicché i Miei figli non se ne accorgano. Popolo Mio, la ribellione sta avanzando. La guerra continuerà a conquistare territori e nuove nazioni si vedranno coinvolte. La violenza si diffonderà. Pregate Popolo Mio, pregate per l’Argentina, il popolo si ribellerà e nell’agitazione provocheranno la morte e la vittima sarà una persona di potere. L’Argentina deve pregare. Pregate Popolo Mio, pregate, la carestia aumenterà, la pestilenza avanzerà uscendo da mani segnate dalla sofferenza dei propri fratelli, il confinamento verrà nuovamente implementato. Pregate Popolo Mio, pregate, l’America tremerà, poi sarà terra di coloro che fuggiranno dall’Europa. Pregate Popolo Mio, pregate la Mia Madre Santissima, rifugio dei peccatori. Mia Madre vi manterrà nel silenzio interiore. Pregate Popolo Mio, qualsiasi cosa succeda, mantenete la Fede. Pregate con il cuore e sarete ascoltati. Siate misericordiosi, mantenete la fiducia nella Protezione Divina e nella custodia del Mio amato San Michele Arcangelo e nelle Sue Legioni. Venite a Me senza paura, con Fede, con Speranza e con Carità. Non disperate, Io rimango con il Mio Popolo e non lo lascerò solo. Ricevete la Mia Benedizione. Il vostro Gesù AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO COMMENTO DI LUZ DE MARIA Fratelli nella Fede: Ho visto il nostro amatissimo Signore Gesù Cristo esprimere una tristezza estrema… Nel corso di questo Appello Divino mi ha permesso di vedere come l’umanità di quasi tutta la terra, sarà preda della fame e del giogo oppressivo di quello che chiamano "un solo ordine per tutti”. Ho visto che con la carestia avanzava anche la disperazione degli uomini, a causa della penuria non solo alimentare, ma di medicine e di cure ospedaliere. In mezzo a tante sofferenze umane, mi è stato mostrato come la guerra progredirà senza pietà, come due paesi nel nord America venivano attaccati e come il caos si impadroniva dell'Europa. Mi è stato mostrato come, in Argentina, la mitezza di questo popolo si trasformerà in impazienza e in aggressione. Mi è stato permesso di vedere l'Amore della nostra Madre Santissima, che non si allontanerà dai Suoi figli. Chi accoglie il Suo Amore Materno non sarà mai abbandonato da questa Madre, che abbiamo ricevuto ai piedi della Croce di gloria e maestà. Desidero sottolineare una parola molto forte che Nostro Signore Gesù Cristo Ha usato in questo Appello e che tutti noi la prendiamo in considerazione. La parola è "anatema" e si riferisce a una persona che disprezza Dio, che non Lo ama e annuncia il contrario di ciò che Nostro Signore Gesù Cristo Ha insegnato attraverso la Sua Divina Parola e pertanto rimane lontana da Dio. Questo punto è da prendere in considerazione e molto seriamente, per cui vi invito anche a meditare le seguenti citazioni della Sacra Scrittura: Ro. 9:3; 1 Co. 12:3; 16:22 e Gal. 1:8, 9. Un'umanità lontana da Dio attira su di sé, come una calamita, grandissimi dolori e attraverserà un vero crogiolo. Amen.