Dice Gesù: “Non ammazzare” è detto. A quale dei due gruppi di comandi appartiene questo? ” Al secondo “dite voi? Sicuri? Vi chiedo ancora : è peccato che offende Dio o il colpito? Voi dite : “Il colpito”? Anche di questo ne siete sicuri?

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(CEV) “L’Evangelo come mi è stato rivelato”, Vol. 2, p. 573,

Dice Gesù: “Non ammazzare” è detto. A quale dei due gruppi di comandi appartiene questo? ” Al secondo “dite voi? Sicuri? Vi chiedo ancora : è peccato che offende Dio o il colpito? Voi dite : “Il colpito”? Anche di questo ne siete sicuri?

E ancora vi domando : non è che peccato di omicidio? Uccidendo non fate che questo unico peccato? “Questo solo” dite?

Nel misurare una colpa occorre pensare alle circostanze che precedono, preparano, giustificano, spiegano la stessa.

1. Chi ho colpito?
2. Che cosa ho colpito?
3. Dove ho colpito?
4. Con quali mezzi ho colpito?
5. perché ho colpito?
6. Come ho colpito?
7. Quando ho colpito?

Questo si deve chiedere prima di presentarsi a Dio per chiedergli perdono, colui che uccise:

Chi ho colpito?

Un uomo. Io dico : un uomo. Non penso e non considero se è ricco o se è povero, se è libero o se è schiavo. Per Me non esistono schiavi o potenti. Esistono sólo degli uomini creati da un Unico, perciò tutti uguali. Infatti davanti alla maestà di Dio è polvere anche il più potente monarca della terra. Ed ai suoi ed ai miei occhi non esiste che una schiavitù : quella del peccato e perciò sotto Satana. La Legge Antica’ distingue i liberi dagli schiavi, e sottilizza fra l’uccidere di un colpo. e l’uccidere lasciando sopravvivere un giorno o due, e cosi se la donna incinta è condotta a morte per la percossa, o se ucciso è solo il suo frutto. Ma questo fu detto quando la luce della perfezione era ancora lontana. Ora è fra voi e dice : “Chiunque colpisce a morte un suo simile pecca. E non solo verso l’uomo pecca, ma anche contro Dio.

Cosa è l’uomo?

L’uomo è la creatura sovrana che Dio ha creato per essere re nel creato, creato a sua immagine e somiglianza, dandogli la somiglianza secondo lo spirito, e l’immagine traendo questa perfetta immagine dal suo pensiero perfetto. Guardate nell’aria, sulla terra e nelle acque. Vedete forse un animale od una pianta che, per belli che siano, uguaglino l’uomo?- L’animale corre, mangia, beve, dorme, genera, lavora, canta, vola, striscia, si arrampica. Ma non ha favella. L’uomo anche sa correre e saltare, e nel salto è così agile che emula l’uccello; sa nuotare, e nel nuoto è tanto veloce che pare il pesce; sa strisciare è pare il rettile; sa arrampicarsi e pare la scimmia; sa cantare e pare l’uccello. Sa generare e riprodursi. Ma inoltre sa parlare.

E non dite : “Ogni animale ha il suo linguaggio “. Sì. L’uno mugge, l’altro bela, l’altro raglia, l’altro cinguetta, l’altro gorgheggia, ma dal primo bovino all’ultimo sempre avranno lo stesso ed unico muggito, e così l’ovino belerà sino alla fine del mondo, e l’asino raglierà come ragliò il primo, e il passero sempre dirà il suo corto cinguettio, mentre l’allodola e l’usignolo diranno lo stesso inno al sole la prima, alla notte stellata il secondo, anche se sarà l’ultimo giorno della terra, così come salutarono il primo sole e la prima notte di essa. L’uomo invece, perché non ha solo un’ugola e una lingua, ma un complesso di nervi che si accentrano nel cervello, sede dell’intelletto, sa afferrare le sensazioni nuove e pensare su esse e dare ad esse un nome.

Adamo chiamò cane il suo amico e leone quello che gli parve più somigliante nella chioma folta ritta sulla faccia appena barbuta. Chiamò pecora l’agnello che lo salutava mite, e disse uccello quel fiore di penne che volava come la farfalla ma diceva dolce un canto che la farfalla non ha. E poi, nei secoli, ecco che i figli di Adamo crearono sempre nuovi nomi, mano mano che “conobbero” le opere di Dio nelle creature o che, per la scintilla divina che è nell’uomo, non generarono solo figli ma crearono anche cose utili o nocive ai figli stessi, a seconda che erano con Dio o contro Dio. Sono con Dio quelli che creano e operano cose buone. Sono contro Dio quelli che creano cose malvagie di danno al prossimo. Dio fa le vendette dei figli suoi torturati dal mal genio umano.

L’uomo e dunque la creatura prediletta di Dio.

Anche se ora è colpevole, è sempre quello a Lui più caro. E testimonia di ciò l’avere mandato il suo Verbo stesso, non un angelo, non un arcangelo, non un cherubino, non un serafino, il suo Verbo, rivestendolo della umana carne, per salvare l’uomo. Non ha reputato essere indegna questa veste per rendere passibile di soffrire ed espiare Colui che, per essere come Lui Purissimo Spirito, non avrebbe potuto soffrire ed espiare la colpa dell’uomo.

Il Padre mi ha detto : “Sarai uomo : l’Uomo. Io ne avevo fatto uno. Perfetto come tutto ciò che Io faccio. A lui erano destinati una dolce vita, una dolcissima dormizione, un beato risveglio, un beatissimo soggiorno eterno nel mio celeste Paradiso. Ma, Tu lo sai, in esso Paradiso non può entrare ciò che è contaminato, perché in esso Io-Noi, Uno e Trino Iddio, abbiamo trono. E davanti ad esso non può stare che santità. Io sono Colui che sono. La mia divina natura, la misteriosa nostra essenza non può essere nota che da coloro che sono senza macchia. Ora l’uomo, in Adamo e per Adamo, è sozzo. Vai. Mondalo. Lo voglio. Sarai Tu, d’ora in poi : l’Uomo. Il Primogenito. perché per primo entrerai qui con carne mortale priva di peccato, con anima priva di colpa d’origine. Quelli che ti hanno preceduto sulla terra e quelli che ti seguiranno avranno vita per la tua morte di Redentore”. Non poteva morire che uno che era nato. Io sono nato ed Io morrò.

L’uomo è la creatura prediletta di Dio. Ora ditemi : se un padre ha molti figli, ma uno è il suo prediletto, la pupilla del suo occhio, e questo viene ucciso, quel padre non soffre più che se l’ucciso fosse un altro figlio? Ciò non dovrebbe essere perché il padre dovrebbe essere giusto con tutti i suoi figli. Ma avviene perché l’uomo è imperfetto. Dio lo può fare con giustizia perché l’uomo è l’unica creatura, fra i creati, che abbia comune col Padre Creatore l’anima spirituale, segno innegabile della paternità divina.

Uccidendo un figlio al padre, si offende solo il figlio?

No. Anche il padre. Nella carne il figlio, nel cuore il padre. Ma ad ambi è data ferita. Uccidendo un uomo, si offende solo l’uomo? No.. Anche Dio. Nella carne l’uomo, nel suo diritto Dio. Perché la vita e la morte da Lui soló devono essere date e tolte. Uccidere è fare violenza a Dio e all’uomo. Uccidere è penetrare nel dominio di Dio.

Uccidere è mancare al precetto d’amore.

Non ama Dio chi uccide, perché disperde un suo lavoro : un uomo.

Non ama il prossimo chi uccide, perché. leva al prossimo ciò che l’uccisore per sè vuole: la vita.

Ed ecco che ho risposto alle due prime domande.

Dove ho colpito?

Si può colpire per via, nella casa dell’aggredito o attirando la vittima nella propria. Si può colpire l’uno o l’altro organo dando sofferenza più grave, e facendo anche due omicidi in uno se si è colpita la donna che ha il seno gravido del suo frutto.

Si può colpire per via senza averne intenzione. Un animale che ci prende la mano può uccidere il passante. Ma allora in noi non c’è premeditazione, mentre se uno si reca, armato di pugnale sotto le ipocrite vesti di lino, nella casa del nemico sovente e nemico chi ha il torto di essere migliore, oppure lo invita nella sua casa con segni d’onore e poi lo sgozza e 1o getta nella cisterna, allora c’è premeditazione e la colpa è completa di malizia e ferocia, violenza. Se uccido il frutto con la madre, etto che di due Dio me ne chiederà ragione. perché il ventre che genera un nuovo uomo secondo il comando di Dio è sacro °, e sacra è la piccola vita che in esso matura, alla quale Dio ha dato un’anima.

Con quali mezzi ho colpito?

Invano uno dice : “Non volevo colpire “quando è andato armato di arma sicura. Nell’ira anche le mani divengono arma, e arma la pietra raccolta per terra, o il ramo strappato alla pianta. Ma chi freddamente osserva il pugnale o la scure, e se gli paiono poco taglienti li affila e poi se li assicura al corpo in modo che non siano visti ma possano essere branditi con facilità, e va dal rivale così pronto, non può certo dire : “Non c’era in rie voglia di colpire”. Chi prepara un veleno cogliendo erbe e frutti tossici e ne fa polvere o bevanda, e poi la offre alla vittima come spezie come sicera, non può certo dire: “Io non volevo uccidere”.

Ed ora ascoltate, voi, donne, tacite ed impunite assassine di tante vite. E’ uccidere anche staccare un frutto che cresce nel seno perché è di colpevole seme o perché è un germe non voluto, peso inutile ai vostri fianchi e alla vostra ricchezza. Vi è un solo modo di non avere quel peso: rimanendo caste. Non unite omicidio a lussuria, violenza a disubbidienza, e non crediate che Dio non veda perché l’uomo non vede. Dio tutto vede e tutto ricorda. Ricordatevelo voi pure.

Perché ho colpito?

Oh! per quanti perché! Dall’improvviso squilibrio che crea in voi un’emozione violenta, quale è quella di trovare il talamo profanato, o il ladro in casa, o un lurido intento a far violenza alla propria figlia fanciulla, al freddo e meditato calcolo di liberarsi da un testimonio pericoloso, da un che intralcia la via, da uno di cui si aspira il posto o la borsa: questi sono tanti e altrettanti perché. E se ancora Dio può perdonare a chi nella febbre del dolore diviene assassino, non perdona’ a chi lo diviene per avidità di potere o di stima fra gli uomini.

Agite sempre bene e non temerete l’occhio di alcuno, nè la parola di alcuno. State contenti del vostro e non aspirerete all’altrui fino a divenire assassini per avere ciò che e del prossimo.

Come ho colpito?

Infierendo anche oltre e dopo il primo scatto impulsivo? Talora l’uomo non si può frenare. perché Satana lo getta nel male come il frombolatore getta la pietra. Ma che direste di una pietra che, dopo aver raggiunto il segno, tornasse da sè alla frombola per essere di nuovo lanciata e tornare a colpire? Direste: “E’ posseduta da una forza magica ed infernale. Così è l’uomo che dopo il primo desse un secondo, un terzo, un decimo colpo, senza che la sua ferocia cada. perché l’ira cade e subentra ragione subito dopo il primo impeto, se è impeto che viene da ancora giustificabile motivo. Mentre la ferocia aumenta più la vittima è colpita nel vero assassino, ossia nel satana che non ha, non può avere pietà del fratello perché, essendo satana, è: odio.

Quando ho colpito?

Nel primo impeto? Dopo che questo è caduto? Fingendo perdono mentre è sempre più lievitato il rancore? Ho atteso forse degli anni a colpire per dare doppio dolore uccidendo il padre attraverso i figli? Voi vedete che ammazzando si offende il primo e il secondo gruppo di comandi. perché vi arrogate il diritto di Dio e perché conculcate il prossimo. Peccato dunque contro Dio e contro il prossimo. Fate non solo un peccato di omicidio. Ma fate peccato di ira, di violenza, di superbia, di disubbidienza, di sacrilegio, e talora, se uccidete per rubare un posto o una borsa, di cupidigia. Nè, ve lo dico appena, ma ve lo spiegherò un altro giorno meglio, nè si pecca di omicidio solo con l’arma e il veleno. Ma anche con la calunnia. Meditate.

E ancora vi dico: il padrone che, percuotendo uno schiavo, lo fa con l’astuzia che non gli muoia fra le mani, è doppiamente colpevole. L’uomo schiavo non è denaro del padrone : è anima del suo Dio. E maledetto in eterno sia colui che lo tratta peggio del bue.[…] Maledetto sia. La Legge Nuova abolisce questa durezza; che era ancora giustizia quando nel popolo d’Israele non erano ipocriti che si fingono santi e aguzzano l’ingegno solo per sfruttare e eludere la Legge di Dio. Ma ora […] questi viperini esseri, che il libito lo fanno lecito solo perché essi sono essi, i miserabili potenti che Dio guarda con odio e schifo, Io dico ciò non è più.

Cadono gli schiavi sui solchi o alle macine. Cadono con le ossa frante e i nervi denudati dai flagelli. Li accusano, per poterli colpire, di menzogneri delitti, per giustificare il proprio sadismo satanico. Persino il miracolo di Dio si usa come accusa per avere diritto di colpirli. Nè la potenza di Dio, nè la santità dello schiavo, converte la loro anima bieca. Non può essere convertita. Il bene non entra dove è saturazione di male.

Ma Dio vede e dice “Basta!
“Troppi sono i Caini che uccidono gli Abeli”.

E che credete, immondi sepolcri dall’esterno imbiancato e coperto dalle parole della Legge, e dall’interno in cui passeggia re Satana e pullula il satanismo più astuto, che credete? Che sia stato Abele solo il figlio d’Adamo e che il Signore guardi benigno solo coloro che schiavi d’uomo non sono, mentre rigetti da Sè l’unica offerta che può fare lo schiavo: quella della sua onestà condita di pianto?

No, che in verità vi dico che ogni giusto è un Abele, anche se carico di ceppi, anche se morente sulla gleba, o sanguinante per le vostre flagellazioni, e che sono Caino tutti gli ingiusti che danno a Dio per orgoglio, non per culto vero, che danno ciò che è inquinato del loro peccare e macchiato di sangue. Profanatori del miracolo.

Profanatori dell’uomo, uccisori, sacrileghi! Fuori! Via dal mio cospetto! Basta! Io dico: basta. E dire, lo posso, perché sono la Divina Parola che traduce il Pensiero Divino. Via!”

 

Maria Valtorta: L’Evangelo come mi è stato rivelato

 

Fone sito : http://www.jesusmariasite.org/it/non-uccidere/Maria Valtorta: L'Evangelo come mi è stato rivelato

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MESSAGGIO DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO ALLA SUA AMATA FIGLIA LUZ DE MARIA 12 APRILE 2022 Amato Popolo Mio: VOI SIETE MIEI FIGLI E PER CIASCUNO DI VOI MI SONO SACRIFICATO SULLA MIA CROCE, SULLA QUALE HO SANCITO IL MIO AMORE PER LA SALVEZZA DELL’UMANITÀ. Io desidero che tutti si salvino (1 Tim 2,4), che tutti si convertano e che si alimentino del Banchetto alla Mia Tavola. Ancora una volta vengo, come Mendicante d’Amore, a bussare alla porta del cuore e della coscienza di ciascuno di voi. Desidero che Mi apriate la porta, ma so che non tutti lo faranno, quindi vi do la Mia Benedizione in anticipo e spero, con il Cuore in Mano, che ritorniate a Me e che smettiate di vivere delle cose mondane. Quanti dei Miei figli Mi dicono che non sono del mondo, ma vivono degli insegnamenti mondani, amano la comodità e sono incapaci di vincere una voglia! Trovo molti dei Miei figli che Mi dicono: “Signore, Tu sai che io non sono mondano”, però vivono del mondo, delle apparenze, dell’essere bene accolti in ogni cerchia sociale, vivono di superbia e disprezzano quelli che non sono uguali a loro. Queste attitudini vi fanno essere del mondo, vi fanno vivere del “cosa diranno e come mi guarderanno”. Dovete cambiate, ADESSO! Perché il mondo e la carne non vi porteranno nessun beneficio. LA FEDE NELLA MIA PAROLA È VENUTA TALMENTE MENO, che alcuninon la nominano per non compromettersi. RITENGONO CHE LA SACRA SCRITTURA SIA UNO DEI TANTI LIBRI PASSATI DI MODA e pertanto credono che debba essere riformato. GUAI A COLUI O A COLORO CHE DISTORCERANNO LA SACRA SCRITTURA, MEGLIO SAREBBE STATO SE NON FOSSERO MAI NATI! I Comandamenti sono Dieci (Es 20,1-17) e non li potete alterare, né ignorare. Questa È La Legge e non esiste legge al di sopra di essa, non la potete alterare, né cancellare, né cambiare. QUANTO MI AVETE DIMENTICATO!! I Comandamenti non sono soggetti a ideologie, né agli esseri umani, né alle circostanze: SONO DIECI E SONO SCRITTI. SIA ANATEMA COLUI CHE LI TRASFORMI. La progressione in atto, sta portando al rifiuto di obbedire alla Mia Parola da parte di alcuni dei Miei Consacrati e sta avvicinando la Mia Chiesa allo Scisma. Amato Popolo Mio, Preparatevi! Ce ne sono molti di quelli che si definiscono figli Miei e sono contro di Me… Ce ne sono molti che intendono omettere la Mia Parola, i Comandamenti e i Sacramenti, per portare alla luce una nuova religione, che comporterà una totale sfrenatezza e la rinuncia a Me e a Mia Madre… Il Credo verrà negato e il Padre Nostro sarà trasformato. ATTENTO POPOLO MIO, QUESTO NON È DA ME! Vogliono ingannarvi e avvicinarvi al male, all’anticristo, a poco a poco, cosicché i Miei figli non se ne accorgano. Popolo Mio, la ribellione sta avanzando. La guerra continuerà a conquistare territori e nuove nazioni si vedranno coinvolte. La violenza si diffonderà. Pregate Popolo Mio, pregate per l’Argentina, il popolo si ribellerà e nell’agitazione provocheranno la morte e la vittima sarà una persona di potere. L’Argentina deve pregare. Pregate Popolo Mio, pregate, la carestia aumenterà, la pestilenza avanzerà uscendo da mani segnate dalla sofferenza dei propri fratelli, il confinamento verrà nuovamente implementato. Pregate Popolo Mio, pregate, l’America tremerà, poi sarà terra di coloro che fuggiranno dall’Europa. Pregate Popolo Mio, pregate la Mia Madre Santissima, rifugio dei peccatori. Mia Madre vi manterrà nel silenzio interiore. Pregate Popolo Mio, qualsiasi cosa succeda, mantenete la Fede. Pregate con il cuore e sarete ascoltati. Siate misericordiosi, mantenete la fiducia nella Protezione Divina e nella custodia del Mio amato San Michele Arcangelo e nelle Sue Legioni. Venite a Me senza paura, con Fede, con Speranza e con Carità. Non disperate, Io rimango con il Mio Popolo e non lo lascerò solo. Ricevete la Mia Benedizione. Il vostro Gesù AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO COMMENTO DI LUZ DE MARIA Fratelli nella Fede: Ho visto il nostro amatissimo Signore Gesù Cristo esprimere una tristezza estrema… Nel corso di questo Appello Divino mi ha permesso di vedere come l’umanità di quasi tutta la terra, sarà preda della fame e del giogo oppressivo di quello che chiamano "un solo ordine per tutti”. Ho visto che con la carestia avanzava anche la disperazione degli uomini, a causa della penuria non solo alimentare, ma di medicine e di cure ospedaliere. In mezzo a tante sofferenze umane, mi è stato mostrato come la guerra progredirà senza pietà, come due paesi nel nord America venivano attaccati e come il caos si impadroniva dell'Europa. Mi è stato mostrato come, in Argentina, la mitezza di questo popolo si trasformerà in impazienza e in aggressione. Mi è stato permesso di vedere l'Amore della nostra Madre Santissima, che non si allontanerà dai Suoi figli. Chi accoglie il Suo Amore Materno non sarà mai abbandonato da questa Madre, che abbiamo ricevuto ai piedi della Croce di gloria e maestà. Desidero sottolineare una parola molto forte che Nostro Signore Gesù Cristo Ha usato in questo Appello e che tutti noi la prendiamo in considerazione. La parola è "anatema" e si riferisce a una persona che disprezza Dio, che non Lo ama e annuncia il contrario di ciò che Nostro Signore Gesù Cristo Ha insegnato attraverso la Sua Divina Parola e pertanto rimane lontana da Dio. Questo punto è da prendere in considerazione e molto seriamente, per cui vi invito anche a meditare le seguenti citazioni della Sacra Scrittura: Ro. 9:3; 1 Co. 12:3; 16:22 e Gal. 1:8, 9. Un'umanità lontana da Dio attira su di sé, come una calamita, grandissimi dolori e attraverserà un vero crogiolo. Amen.