BENEDETTO XVI COMUNIONE SULLA MANO

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BENEDETTO XVI VOLEVA ARGINARE LA PIAGA DELLA COMUNIONE SULLA MANO
Nel 2005 monsignor Laise scrisse all’allora Prefetto della Cdf Ratzinger per suggerirgli di affrontare durante il Sinodo sull’Eucarestia il tema dell’affermazione della Comunione in mano e propose un esame di coscienza di tutta la Chiesa. Diventato Papa, Benedetto XVI volle che durante le Messe papali la Comunione venisse amministrata solo in bocca e in ginocchio.È opportuno ricordare che Benedetto XVI ha reintrodotto, dal Corpus Domini 2008, la somministrazione esclusivamente sulla lingua della Santa Comunione, nella liturgia papale. 
La spiegazione di tale decisione viene fatta dall’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, pubblicata sul sito web del Vaticano: si ricorda che sin dall’epoca dei Padri si inizia a privilegiare la Comunione sulla lingua, essenzialmente per due motivi: per evitare al massimo la dispersione dei frammenti eucaristici e favorire la crescita della devozione dei fedeli verso la presenza reale di Cristo nell’Eucaristia. Si fa riferimento all’insegnamento di san Tommaso d’Aquino, il quale afferma che, per rispetto verso il Santissimo Sacramento, l’Eucaristia non deve essere toccata da nessuna cosa che non sia consacrata, quindi oltre ai vasi sacri e al corporale, solo le mani del sacerdote hanno tale facoltà. Inoltre si sottolinea la necessità di adorare il Signore prima di riceverlo, come ricorda sant’Agostino, e lo stare in ginocchio, favorisce proprio questo atteggiamento. Infine, si fa riferimento al monito di Giovanni Paolo II che non si corre mai il rischio di esagerare quando si tratta della cura del Mistero eucaristico.Ma lo stesso Benedetto XVI ha spiegato questa scelta nel modo seguente: «Facendo sì che la Comunione si riceva in ginocchio e che la si amministri in bocca, ho voluto dare un segno di profondo rispetto e mettere un punto esclamativo circa la Presenza reale… volevo dare un segnale forte; deve essere chiaro questo: “È qualcosa di particolare! Qui c’è Lui, è di fronte a Lui che cadiamo in ginocchio. Fate attenzione! Non si tratta di un rito sociale qualsiasi al quale si può partecipare o meno”» (Benedetto XVI, Luce del mondo. Il Papa, la Chiesa e i segni dei tempi. Una conversazione con Peter Seewald, LEV, Città del Vaticano 2010, p. 219).
Il 10 aprile 2009, il Cardinal Antonio Cañizares Llovera, nominato già prefetto della Congregazione per il Culto Divino, ma anche amministratore apostolico dell’arcidiocesi di Toledo, durante la celebrazione in cattedrale della santa Messa in Coena Domini, ha annunciato ai fedeli che da quel giorno, al momento della Comunione, sarebbe stato messo un inginocchiatoio per invitare i fedeli a comunicarsi come desidera il Papa, collocando questa decisione in un tentativo di recupero del senso del sacro nella liturgia. Il 27 luglio 2011 fu pubblicata in ACI Prensa/EWTN Noticias una intervista al prelado con il titolo: “Es recomendable comulgar en la boca y de rodillas” (“è raccomandabile comunicarsi in bocca e in ginocchio”). 
Il Cardinale Ranjith soprattutto nel periodo in cui è stato Arcivescovo segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, in 2008, per esempio, constatando come la pratica della Comunione sulla mano sia di fatto diventata la prassi regolare per tutta la Chiesa, ritiene sia arrivato il momento di prendere in considerazione la possibilità di abbandonarla, vedendo tutte le conseguenze negative che ha portato, riconoscendo con molta umiltà di aver sbagliato nell’introdurla, auspicando che la Comunione sulla lingua e in ginocchio possa diventare la prassi abituale per tutta la Chiesa.
Ma, oltre a queste citazioni, il libro di Mons.Laise riceve ulteriore e autorevole conferma dalla prefazione del prefetto del Culto Divino, Card. Robert Sarah al testo di don Federico Bortoli: è una bella difesa della posizione dei Papi, Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Ci soffermiamo su alcune frasi: “Vediamo ora come la fede nella presenza reale può influenzare il modo di ricevere la Comunione, e viceversa. Ricevere la Comunione sulla mano comporta indubbiamente una grande dispersione di frammenti; al contrario, l’attenzione alle più piccole bricioline, la cura nel purificare i vasi sacri, non toccare l’Ostia con le mani sudate, diventano professioni di fede nella presenza reale di Gesù, anche nelle parti più piccole delle specie consacrate: se Gesù è la sostanza del Pane Eucaristico, e se le dimensioni dei frammenti sono accidenti soltanto del pane, ha poca importanza quanto un pezzo di Ostia sia grande o piccolo! La sostanza è la medesima! È Lui! Al contrario, la disattenzione ai frammenti fa perdere di vista il dogma: pian piano potrebbe prevalere il pensiero: “Se anche il parroco non fa attenzione ai frammenti, se amministra la Comunione in modo che i frammenti possano essere dispersi, allora vuol dire che in essi non c’è Gesù, oppure c’è ‘fino a un certo punto’”. “Perché ci ostiniamo a comunicare in piedi e sulla mano? Perché questo atteggiamento di mancanza di sottomissione ai segni di Dio? Che nessun sacerdote osi pretendere di imporre la propria autorità su questa questione rifiutando o maltrattando coloro che desiderano ricevere la Comunione in ginocchio e sulla lingua: veniamo come i bambini e riceviamo umilmente in ginocchio e sulla lingua il Corpo di Cristo.”
“Il Signore conduce il giusto per ‘vie dritte’ (cfr. Sap 10,10), non per sotterfugi; quindi, oltre alle motivazioni teologiche mostrate sopra, anche il modo con cui si è diffusa la prassi della Comunione sulla mano appare essersi imposto non secondo le vie di Dio”. E conclude il Cardinale: “Possa questo libro incoraggiare quei sacerdoti e quei fedeli che, mossi anche dall’esempio di Benedetto XVI – che negli ultimi anni del suo pontificato volle distribuire l’Eucaristia in bocca e in ginocchio – desiderano amministrare o ricevere l’Eucaristia in quest’ultimo modo, ben più confacente al Sacramento stesso. Mi auguro ci possa essere una riscoperta e una promozione della bellezza e del valore pastorale di questa modalità. Secondo la mia opinione e il mio giudizio, questa è una questione importante su cui la Chiesa di oggi deve riflettere. Questo è un ulteriore atto di adorazione e d’amore che ognuno di noi può offrire a Gesù Cristo. Mi fa molto piacere vedere tanti giovani che scelgono di ricevere nostro Signore così riverentemente in ginocchio e sulla lingua”.
Per finire, vorrei aggiungere una testimonianza inedita finora, la lettera che Mons Laise scrisse a Papa Benedetto (col quale aveva un lungo rapporto per averlo visitato parecchie volte come Cardinale Prefetto della Dottrina della Fede) nel 2005: “Ritengo anche che il Sinodo sull’Eucaristia debba soffermarsi su un esame di coscienza circa l’estensione del permesso di dare la Comunione sulla mano alla quasi totalità delle Chiese locali, quando nel 1969 lo si era concesso soltanto ad alcune Chiese europee dietro specifica richiesta dei loro pastori”.
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MESSAGGIO DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO ALLA SUA AMATA FIGLIA LUZ DE MARIA 12 APRILE 2022 Amato Popolo Mio: VOI SIETE MIEI FIGLI E PER CIASCUNO DI VOI MI SONO SACRIFICATO SULLA MIA CROCE, SULLA QUALE HO SANCITO IL MIO AMORE PER LA SALVEZZA DELL’UMANITÀ. Io desidero che tutti si salvino (1 Tim 2,4), che tutti si convertano e che si alimentino del Banchetto alla Mia Tavola. Ancora una volta vengo, come Mendicante d’Amore, a bussare alla porta del cuore e della coscienza di ciascuno di voi. Desidero che Mi apriate la porta, ma so che non tutti lo faranno, quindi vi do la Mia Benedizione in anticipo e spero, con il Cuore in Mano, che ritorniate a Me e che smettiate di vivere delle cose mondane. Quanti dei Miei figli Mi dicono che non sono del mondo, ma vivono degli insegnamenti mondani, amano la comodità e sono incapaci di vincere una voglia! Trovo molti dei Miei figli che Mi dicono: “Signore, Tu sai che io non sono mondano”, però vivono del mondo, delle apparenze, dell’essere bene accolti in ogni cerchia sociale, vivono di superbia e disprezzano quelli che non sono uguali a loro. Queste attitudini vi fanno essere del mondo, vi fanno vivere del “cosa diranno e come mi guarderanno”. Dovete cambiate, ADESSO! Perché il mondo e la carne non vi porteranno nessun beneficio. LA FEDE NELLA MIA PAROLA È VENUTA TALMENTE MENO, che alcuninon la nominano per non compromettersi. RITENGONO CHE LA SACRA SCRITTURA SIA UNO DEI TANTI LIBRI PASSATI DI MODA e pertanto credono che debba essere riformato. GUAI A COLUI O A COLORO CHE DISTORCERANNO LA SACRA SCRITTURA, MEGLIO SAREBBE STATO SE NON FOSSERO MAI NATI! I Comandamenti sono Dieci (Es 20,1-17) e non li potete alterare, né ignorare. Questa È La Legge e non esiste legge al di sopra di essa, non la potete alterare, né cancellare, né cambiare. QUANTO MI AVETE DIMENTICATO!! I Comandamenti non sono soggetti a ideologie, né agli esseri umani, né alle circostanze: SONO DIECI E SONO SCRITTI. SIA ANATEMA COLUI CHE LI TRASFORMI. La progressione in atto, sta portando al rifiuto di obbedire alla Mia Parola da parte di alcuni dei Miei Consacrati e sta avvicinando la Mia Chiesa allo Scisma. Amato Popolo Mio, Preparatevi! Ce ne sono molti di quelli che si definiscono figli Miei e sono contro di Me… Ce ne sono molti che intendono omettere la Mia Parola, i Comandamenti e i Sacramenti, per portare alla luce una nuova religione, che comporterà una totale sfrenatezza e la rinuncia a Me e a Mia Madre… Il Credo verrà negato e il Padre Nostro sarà trasformato. ATTENTO POPOLO MIO, QUESTO NON È DA ME! Vogliono ingannarvi e avvicinarvi al male, all’anticristo, a poco a poco, cosicché i Miei figli non se ne accorgano. Popolo Mio, la ribellione sta avanzando. La guerra continuerà a conquistare territori e nuove nazioni si vedranno coinvolte. La violenza si diffonderà. Pregate Popolo Mio, pregate per l’Argentina, il popolo si ribellerà e nell’agitazione provocheranno la morte e la vittima sarà una persona di potere. L’Argentina deve pregare. Pregate Popolo Mio, pregate, la carestia aumenterà, la pestilenza avanzerà uscendo da mani segnate dalla sofferenza dei propri fratelli, il confinamento verrà nuovamente implementato. Pregate Popolo Mio, pregate, l’America tremerà, poi sarà terra di coloro che fuggiranno dall’Europa. Pregate Popolo Mio, pregate la Mia Madre Santissima, rifugio dei peccatori. Mia Madre vi manterrà nel silenzio interiore. Pregate Popolo Mio, qualsiasi cosa succeda, mantenete la Fede. Pregate con il cuore e sarete ascoltati. Siate misericordiosi, mantenete la fiducia nella Protezione Divina e nella custodia del Mio amato San Michele Arcangelo e nelle Sue Legioni. Venite a Me senza paura, con Fede, con Speranza e con Carità. Non disperate, Io rimango con il Mio Popolo e non lo lascerò solo. Ricevete la Mia Benedizione. Il vostro Gesù AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO COMMENTO DI LUZ DE MARIA Fratelli nella Fede: Ho visto il nostro amatissimo Signore Gesù Cristo esprimere una tristezza estrema… Nel corso di questo Appello Divino mi ha permesso di vedere come l’umanità di quasi tutta la terra, sarà preda della fame e del giogo oppressivo di quello che chiamano "un solo ordine per tutti”. Ho visto che con la carestia avanzava anche la disperazione degli uomini, a causa della penuria non solo alimentare, ma di medicine e di cure ospedaliere. In mezzo a tante sofferenze umane, mi è stato mostrato come la guerra progredirà senza pietà, come due paesi nel nord America venivano attaccati e come il caos si impadroniva dell'Europa. Mi è stato mostrato come, in Argentina, la mitezza di questo popolo si trasformerà in impazienza e in aggressione. Mi è stato permesso di vedere l'Amore della nostra Madre Santissima, che non si allontanerà dai Suoi figli. Chi accoglie il Suo Amore Materno non sarà mai abbandonato da questa Madre, che abbiamo ricevuto ai piedi della Croce di gloria e maestà. Desidero sottolineare una parola molto forte che Nostro Signore Gesù Cristo Ha usato in questo Appello e che tutti noi la prendiamo in considerazione. La parola è "anatema" e si riferisce a una persona che disprezza Dio, che non Lo ama e annuncia il contrario di ciò che Nostro Signore Gesù Cristo Ha insegnato attraverso la Sua Divina Parola e pertanto rimane lontana da Dio. Questo punto è da prendere in considerazione e molto seriamente, per cui vi invito anche a meditare le seguenti citazioni della Sacra Scrittura: Ro. 9:3; 1 Co. 12:3; 16:22 e Gal. 1:8, 9. Un'umanità lontana da Dio attira su di sé, come una calamita, grandissimi dolori e attraverserà un vero crogiolo. Amen.